Plexiglass: pregi e difetti

Un materiale innovativo che lavorato in lastre risulta praticamente infrangibile. Viene infatti impiegato nella produzione di vetri di sicurezza, ad esempio negli stadi o negli acquari.

Pubblicato da Ryan86 Martedì 13 aprile 2010

Plexiglass: pregi e difetti

Il plexiglas è un materiale estremamente innovativo. Solitamente in vendita in lastre come il vetro, ma anche in blocchi. Solitamente è trasparente e non colorato, ma ormai si può produrlo in base alle esigenze sia trasparente che opaco, o colorato. La grande innovazione di questo materiale sta nella resistenza. E’ infatti considerato infrangibile e viene impiegato invece del vetro la dove c’è rischio di urti che un normale cristallo non potrebbe reggere. Garantisce quindi una sicurezza molto elevata ma viene impiegato anche per la realizzazione di oggettistica di arredo.

Si tratta di un composto organico, più specificamente metacrilato di metile. Quello che lo rende così resistente rispetto al vetro è la presenza di PMMA impiegato nella mescola, la sua densità del 1,19 g/cm3 è circa la metà rispetto a quella del vetro. Garantisce anche maggior passaggio di luce in quanto non trattiene la luce ultravioletta. Per impedire questo passaggio si può applicare una pellicola trasparente che ferma i raggi potenzialmente dannosi. E’ utilizzato anche per proteggere i trasmettitori dei telecomandi e mediante una mescola particolare fanno passare solo la luce infrarossa con le frequenze interessate.

Il plexiglass è lavorabile con punte metalliche come il ferro e si può curvare a caldo se necessario. Uno dei pochi difetti del materiale è che è facile inciderlo. Necessita quindi cura nella pulizia e nella manutenzione visto che potrebbe facilmente rigabile. E’ resistente anche alle altissime temperature, dato che fonde ad una temperatura di 460° centigradi.

Non si incolla facilmente a tutte le superfici ma è possibile creare dei giunti abbastanza resistenti con della colla di silicone oppure possono essere saldati dei pezzi tra loro per mezzo di cloroformio o opportuni solventi, rendendo l’unione praticamente invisibile.

Immagine tratta dal sito flickr.com