Internet: Chavez pretende regolamentazione di Internet

Il presidente venezuelano si dichiara contrario all'eccessiva libertà presente nel web e vorrebbe mettere delle briglie alla rete in modo da poter avere un controllo sulle notizie molto spesso false che girano in siti come Facebook e Twitter.

Pubblicato da Ryan86 Mercoledì 17 marzo 2010

Al teatro Teresa Carreno a Caracas pochi giorni fa il presidente venezuelano Hugo Chavez ha esternato tutta la sua disapprovazione per quanto riguarda l’eccessiva libertà presente in internet, diventato ormai troppo permissivo. Queste dichiarazioni, trovano chiaramnete il netto contrasto con le associazioni per la libertà di stampa. Chavez pensa che internet non può assolutamente essere un canale totalmente aperto in cui ognuno è libero di dire ogni cosa gli passa per la testa e per questo ogni nazione dovrebbe avere il diritto e il dovere di dettare delle regole per ovviare al problema.

La rabbia del presidente è stata provocata dalla falsa notizia che è apparsa su internet la settimana passata che riportava l’assassinio di un suo ministro Diosdado Cabello. Non può accettare che il web diventi luogo in cui si possano fare commenti politici e pettegolezzi. Ha addirittura fatto riferimento ad una pagina internet in cui vengono spesso invocati colpi di stato. Questo non si può consentire e non intende passarci sopra. Successivamente ha fatto riferimento alle dichiarazioni del cancelliere tedesco Angela Merkel che non molto tempo fa si è espressa favorevole all’idea di mettere delle “briglie” a internet, in modo da garantire ordine e sicurezza delle notizie.

Durante la conferenza Hugo Chavez ha preso di mira soprattutto i social network come Facebook e Twitter, un’arma pericolosa molto utilizzata anche dai giovani movimenti di opposizione venezuelani che mettono in rete notizie non vere e una volta sul web l’informazione viene amplificata e distorta. Nessuna tecnofobia assicura il presidente, difatti è in opera un ampliamento della rete in fibra ottica in tutto il Venezuela che renderebbe possibili a tutti navigare.

Chavez già in precedenza aveva ammonito le case produttrici di videogiochi per Nintendo e PlayStation, accusandoli di mettere in commercio giochi troppo violenti e diseducativi, quando invece dovrebbero dedicarsi a giochi più istruttivi.