Festa della donna: tutte le poesie da regalare l’8 marzo

Ecco alcune splendide poesie di famosi poeti italiani, europei e del resto del mondo, che, nel bene e nel male, sono state dedicate alle donne.

Pubblicato da Camilla Buffoli Giovedì 28 febbraio 2013

Festa della donna: tutte le poesie da regalare l’8 marzo

Avete già pensato cosa regalare in occasione della Festa della Donna? Manca poco all’8 marzo e se avete pensato al più classico dei regali, un bel mazzo di fiori, magari quelle mimose simbolo proprio di questa celebrazione tutta al femminile, sappiate che sarà sicuramente un dono gradito. Per evitare di scadere nella solita banalità, però, meglio accompagnare il dono floreale con un bigliettino d’auguri speciale, in grado di far rivivere il pensiero dei grandi poeti sulle donne.

Dopo le frasi per augurare una meravigliosa Festa della Donna a tutte le donne importanti della vostra vita, ecco delle poesie che le lasceranno a bocca aperta:

Poesie per la Festa della Donna italiane

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Di Fresca Donna Riversa in Mezzo ai Fiori di Salvatore Quasimodo

S’indovinava la stagione occulta

dall’ansia delle piogge notturne,

dal variar nei cieli delle nuvole,

ondose lievi culle;

ed ero morto.

Una città a mezz’aria sospesa

m’era ultimo esilio,

e mi chiamavano intorno

le soavi donne d’un tempo,
e la madre, fatta nuova dagli anni,

la dolce mano scegliendo dalle rose

con le più bianche mi cingeva il capo.

Fuori era notte

e gli astri seguivano precisi

ignoti cammini in curve d’oro

e le cose fatte fuggitive

mi traevano in angoli segreti

per dirmi di giardini spalancati

e del senso di vita;

ma a me doleva ultimo sorriso
di fresca donna riversa in mezzo ai fiori.

La boccuccia di Gabriele D’annunzio

Sei come un piccolo fiore
tu tieni una boccuccia
un poco, davvero un poco
appassionata.

Suvvia, dammelo, dammelo
è come una piccola rosa
dammelo un bacino
dammelo, Cannetella!

Dammelo e pigliatelo
un bacio piccolino
come questa tua boccuccia

che somiglia ad un piccola rosa
un po’, davvero un poco
appassionata.

La belle dame sans merci di Eugenio Montale

Certo i gabbiani cantonali hanno atteso invano
le briciole di pane che io gettavo
sul tuo balcone perché tu sentissi
anche chiusa nel sonno le loro strida.

Oggi manchiamo all’appuntamento tutti e due
e il nostro breakfast gela fra cataste
per me di libri inutili e per te di reliquie
che non so: calendari, astucci, fiale e creme.

Stupefacente il tuo volto s’ostina ancora, stagliato
sui fondali di calce del mattino;
ma una vita senz’ali non lo raggiunge e il suo fuoco
soffocato è il bagliore dell’accendino.

L’ultimo addio di Ugo Foscolo .

T’amai, dunque, t’amai, e t’amo ancor
di un amore che non si può concepire
che da me solo. E’ poco prezzo,
o mio angelo, la morte per chi
ha potuto udir che tu l’ami,
e sentirsi scorrere in tutta
l’anima la voluttà del tuo bacio,
e pianger teco – io sto col piè
nella fossa; eppure tu anche
in questo frangente ritorni,
come solevi, davanti a questi occhi
che morendo si fissano in te,
in te che sacra risplendi
di tutta la tua bellezza…
Io muoio… pieno di te,
e certo del tuo pianto…

La rosa bianca di Attilio Bertolucci

Coglierò per te 

l’ultima rosa del giardino, 

la rosa bianca che fiorisce 

nelle prime nebbie. 

Le avide api l’hanno visitata 

sino a ieri, 

ma è ancora così dolce 

che fa tremare. 

E’ un ritratto di te a trent’anni, 

un po’ smemorata, come tu sarai allora.

Poesie per la Festa della Donna europee

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Paris at night di Jacques Prevert

Tre fiammiferi uno dopo l’altro accesi nella notte
Il primo per vedere intero il volto tuo
il secondo per vedere gli occhi tuoi
l’ultimo per vedere la tua bocca
e l’oscurità completa per ricordarmi queste immagini
Mentre ti stringo a me tra le mie braccia.

Donne dannate di Charles Baudelaire

Coricate sulla sabbia come armento pensoso 

volgono gli occhi verso l’orizzonte marino e i piedi 

che si cercano, le mani ravvicinate
hanno dolci 
languori e brividi amari.

Le une, cuori innamorati di lunghe confidenze,
nel 
folto dei boschetti sussurranti di ruscelli,
vanno 
riandando l’amore delle timide infanzie
e incidendo 
il legno verde dei giovani arbusti;

altre, camminano lente e gravi come suore 

attraverso le rocce piene di apparizioni,
dove 
Sant’Antonio vide sorgere,
come lava, i seni nudi
e 
purpurei delle sue tentazioni;

e ve n’è che ai bagliori di resine stillanti,
nel muto 
cavo di vecchi antri pagani,
ti chiamano in soccorso 
delle loro febbri urlanti,
o Bacco, che sai assopire 
gli antichi rimorsi.

Altre, il cui petto ama gli scapolari
e nascondono il 
frustino entro lunghe vesti,
mischiano, nelle notti 
solitarie e nei boschi scuri,
la schiuma del piacere e 
le lagrime degli strazi.

O vergini, o demòni, mostri, martiri, grandi spiriti 

spregiatori della realtà, assetate d’infinito,
devote o 
baccanti, piene ora di gridi ora di pianti,
o voi, che la mia anima ha inseguito nel vostro 
inferno,
sorelle, tanto più vi amo quanto più vi 
compiango per i vostri cupi dolori,
per le vostre seti 
mai saziate,
per le urne d’amore di cui traboccano i 
vostri cuori.

Le loro mani son di donna di Rainer Maria Rilke

Le loro mani son mani di donna,

e non so qual maternità le infonde.

Giulive, come il passero che reca
nuove pagliuzze a costruir suo nido.

Nel prender, calde;
placide, nel dare:

coppe che han sete di farsi ricolme.

All’orecchio di una ragazza di Federico Garcia Lorca.

Non volli.
Non volli dirti nulla.
Vidi nei tuoi occhi
due alberi folli.
Di brezza, di riso e d’oro.
Oscillavano.
Non volli.
Non volli dirti nulla.

Poesie per la Festa della Donna americane

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Una dedica a mia moglie di Thomas Stearns Eliot

A cui devo la gioia palpitante
che tiene desti i miei sensi nelle ore di veglia,
e il ritmo che scandisce il riposo
delle nostre ore di sonno,
l’accordo del respiro

di due amanti i cui corpi
profumano l’uno dell’altro,
che pensano uguali pensieri
e non hanno bisogno di parole
e sussurrano uguali parole
senza la necessità di un senso.

Il vento stizzoso dell’inverno non farà gelare
il sole astioso del tropico non farà seccare
le rose nel giardino di rose che è soltanto nostro

ma scrivo questa dedica perché altri la leggano:
sono parole private indirizzate a te in pubblico.

Poesie per la Festa della Donna sudamericane

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Donna di Eliomar Ribeiro de Souza

Nel tuo esserci l’incanto dell’essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d’essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell’indifferenza,
della discriminazione, dell’oppressione…
in te l’amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l’affetto più puro
che mi fa uomo!

Corpo di donna di Pablo Neruda

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu rassomigli al mondo nel tuo atteggiamento d’abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.

Sono stato solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi ti ho forgiata come un’arma,
come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia fionda.

Ma cade l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell’assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo di donna mia, persisterà nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
e la fatica continua, e il dolore infinito.

Poesie per la Festa della Donna asiatiche

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Donna di Rabindranath Tagore

Donna, non sei soltanto l’ opera di Dio,

ma anche degli uomini,
che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.

I poeti ti tessono una rete

con fili di dorate fantasie;

i pittori danno alla tua forma

sempre nuova immoralità.

Il mare dona le sue perle,

le miniere il loro oro,

i giardini d’ estate i loro fiori 
per adornarti,
per coprirti,
 per renderti sempre più preziosa.

Il desiderio del cuore degli uomini

ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.

Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.

Il più bello dei mari di Nazim Hikmet

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

E voi quale poesia dedichereste per la Festa della Donna?