Equinozio d’autunno: data, significato e tutto quello che c’è da sapere

Solstizi ed equinozi scandiscono, da sempre, il cambio delle stagioni e sono pregni di significato. L’equinozio d’autunno sancisce l’inizio della stagione autunnale, ma non sempre questa cade in data 21 settembre. Il suo inizio dipende da alcuni fattori.

Pubblicato da Elena Arrisico Venerdì 21 settembre 2018

Equinozio d’autunno: data, significato e tutto quello che c’è da sapere
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L’equinozio d’autunno – ovvero, l’autunno astronomico – segna l’inizio della stagione autunnale che, a differenza di quanto pensino molti, non cade sempre il 21 settembre: le nuove stagioni, infatti, non arrivano sempre lo stesso giorno, ma cambiano di anno in anno. Quest’anno, 2018, l’autunno inizierà domenica 23 settembre, giorno dell’equinozio. Da cosa dipende? Scopriamo data, significato e tutto quello che c’è da sapere sull’equinozio d’autunno.

Significato dell’equinozio d’autunno

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La parola “equinozio” deriva dal latino (aequinoctium) e vuol dire “notte uguale”: con questo termine, si intende quel momento in cui la notte ha uguale durata al giorno quando, agli equinozi, il Sole sorge – quasi con estrema precisione – a Est e tramonta, allo stesso modo, a Ovest.
A scandire il cambio delle stagioni, sono i solstizi e gli equinozi che sono separati, tra loro, da circa 3 mesi. Il solstizio d’estate sta ad indicare il giorno in cui l’emisfero Nord e quello Sud della Terra riescono ad ottenere il massimo di ore di luce solare; il solstizio d’inverno, invece, il minimo numero di ore di luce solare dell’anno. L’equinozio di primavera e l’equinozio d’autunno indicano che la durata del giorno e della notte sono uguali e, in tutto il pianeta, ci sono all’incirca 12 ore di luce e 12 ore di buio.

Data dell’equinozio d’autunno

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Per capire quando è il momento dell’equinozio, occorre calcolare il momento in cui il Sole si trova allo zenit, ovvero esattamente perpendicolare all’equatore terrestre: è in quel momento esatto, infatti, che si ha il cambio di stagione astronomico.
L’equinozio d’autunno cade, generalmente, il 22 o il 23 settembre, cioè quando il Sole si interseca, in modo perpendicolare, con il piano dell’equatore terrestre, nel cosiddetto “punto degli equinozi” o “punto della Bilancia”. Come detto prima, quest’anno, l’equinozio d’autunno si verificherà domenica 23 settembre, alle 01.54 UTC (03:54, ore italiane).

I miti e le leggende sull’equinozio d’autunno

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L’equinozio d’autunno, nell’antichità, è sempre stato quel momento in cui le forze di luce e buio erano in equilibrio tra loro. In diverse culture, l’equinozio d’autunno è un giorno di festa: in alcune, questo rappresenta un passaggio e un momento per la meditazione, durante cui la separazione tra ciò che invisibile e invisibile quasi scompare. Tali celebrazioni sono andate quasi del tutto perse, se si pensa che solo alla fine di ottobre – con Halloween e Ognissanti – è possibile ritrovare alcuni riti di passaggio pagani e rurali: i Celti lo chiamavano “Samhain”.
L’equinozio autunnale, dalle popolazioni celtiche, veniva festeggiato come “Mabon”, dio della vegetazione e dei raccolti: rappresentava il tempo dell’equilibrio, quando luce e buio sono uguali. Per quanto riguarda la tradizione druidica, invece, questo momento dell’anno era conosciuto come “Alban Elfed”, una festività del raccolto.

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In Giappone, ancora oggi, questo giorno è festa nazionale e prende il nome di “Shuubun No Hi o Higan no Chu-Nichi”. Non tutti, forse, sanno che l’equinozio di settembre rappresentava il primo giorno dell’anno, dal 1793 al 1805, nel calendario repubblicano francese: la monarchia francese venne, infatti, abolita il 22 settembre 1792.

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A Machu Picchu – sito archeologico inca, che sorge in Perù – si trova Intihuatana, una pietra che si pensa avesse il compito di mostrare – tra le altre cose – la data dei due equinozi: era, infatti, utilizzata dagli Inca per misurare la posizione del Sole. Infine, anche Stonehenge – sito neolitico in Inghilterra – pare fosse sede di celebrazioni riguardanti solstizi ed equinozi.