Frasi d’auguri per la Festa della Mamma

Per la Festa della Mamma non c’è niente di meglio di un bel bigliettino personalizzato con una frase d’auguri, da consegnare nelle mani della donna più importante della nostra vita insieme al regalo che abbiamo scelto per lei. O anche da solo, con la promessa di trascorrere con lei il maggior tempo possibile in futuro. La seconda domenica di maggio per la Festa della Mamma dobbiamo inventarci una frase ad effetto che esprima tutto il nostro amore per colei che ci ha dato la vita. Anche in questa occasione abbiamo per voi degli utili suggerimenti, che potete utilizzare per stupirla in maniera semplice!
Frasi famose per la Festa della Mamma

“La parola più bella sulle labbra del genere umano è “Madre”, e la più bella invocazione è “Madre mia”. E’ la fonte dell’amore, della misericordia, della comprensione, del perdono. Ogni cosa in natura parla della madre” di Kahlil Gibran.
“Mamma, solo per te la mia canzone vola, mamma, sarai con me, tu non sarai più sola! Quanto ti voglio bene! Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore forse non s’usano più, mamma! ma la canzone mia più bella sei tu! Sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai più!” di C. A.Bixio – B.Cherubini, dalla canzone “Mamma“.
“Una madre è una persona che vedendo che ci sono solo 4 pezzi di torta per 5 persone, prontamente annuncia che non le sono mai piaciute le torte” di Tenneva Jordan.
“Essere mamma non è un dovere; non è nemmeno un mestiere: è solo un diritto tra tanti diritti” di Oriana Fallaci, da “Lettera a un bambino mai nato“.
“Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono” di Honorè De Balzac.
“… Tu sei di tua madre lo specchio, ed ella in te rivive il dolce aprile del fior dei suoi anni…” di William Shakespeare.
Auguri per la Festa della Mamma

“Mamma, a te che sei l’angelo più bello disceso dal cielo, un augurio speciale da chi ti vuole bene, anche se ti fa arrabbiare”.
“Non basta un giorno per festeggiare una donna così importante: noi lo facciamo tutto l’anno, grazie mamma!”.
“Grazie mamma per tutto quello che fai ogni giorno e scusaci se a volte non siamo all’altezza del tuo sconfinato amore”.
“Chissà come farai a sorridere sempre anche quando tutto va storto. Per questo sei la mamma più straordinaria del mondo”.
“Credo che non esistano ancora parole adatte a spiegare quanto sei unica mamma!”.
“Un figlio senza mamma è come un seme perso nel vento”.
Poesie per la Festa della Mamma

“Grazie mamma” di Judith Bond.
“Le mani della madre” di Rainer Maria Rilke
Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.
“Supplica a mia madre” di Pier Paolo Pasolini
E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
“A mia madre” di Edmondo De Amicis.
Non sempre il tempo la beltà cancella,
o la sfioran le lacrime e gli affanni;
mia madre ha sessant’anni
e più la guardo e più mi sembra bella.
Non ha un sorriso, un guardo, un riso, un atto
che non mi tocchi dolcemente il cuore;
ah! se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto!
Vorrei ritrar la quando inchina il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca,
o quando, inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso…
Pur, se fosse un mio prego in cielo accolto,
non chiederei di Raffael da Urbino
il pennello divino,
per coronar di luce il suo bel volto:
vorrei poter cambiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei,
veder me vecchio, e lei,
dal sacrificio mio, ringiovanita.
“La madre” di Giuseppe Ungaretti.
E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.
“Lettera alla madre” di Salvatore Quasimodo.
Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d’amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo.» – Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. -
«Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d’eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell’ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater.
Pronti allora a realizzare un bel bigliettino e a festeggiare degnamente la vostra mamma? Auguri!
Foto di Zanastardust, Terrydu, Clogsilk, Clappstar.
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Ven 03/05/2013 da Maria T. Ferrari



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