Cosa andare a vedere al cinema: Io viaggio sola

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    Viaggio sola

    È una pellicola drammatica, che fa riflettere e, a tratti, sorridere. “Io viaggio sola” è tra i film da andare a vedere al cinema in questo periodo che racconta la storia di una donna che vive in viaggio, sicura e felice della sua estrema libertà, della sua esistenza senza troppi legami, radici o costrizioni. Un’occasione per vedere un altro scorcio di mondo femminile, un altro modo, forse, di essere donna. Che si riveli solo una libertà apparente, una felicità superficiale o meno, vale la pena godersi questo film, diretto da Maria Sole Tognazzi e che vanta un cast ricco di volti interessanti, ma soprattutto di grandi attori italiani, come Margherita Buy e Stefano Accorsi.

    Nelle sale dal 24 aprile 2013, “Io viaggio sola” racconta con immagini, colori e suoni dal sapore unico, la storia di una donna che ha già superato i quarant’anni. Senza figli, senza mariti o compagni, Irene non si è lasciata imbrigliare dalle convenzioni sociali più diffuse, ma, anzi, ne ha scardinato le regole e i dettami principali.

    Una donna che vive in viaggio. Una donna che, come suggerisce senza troppe metafore o giri di parole anche il titolo del film, viaggia da sola. Un viaggio costante, vero e reale, per motivi di lavoro, ma forse anche un viaggio interiore, più impalpabile e meno visibile. Irene, forte della sua esistenza senza troppe radici e senza troppi legami, tranne quello con Silvia, la sorella sposata in perenne corsa contro il tempo e un po’ svampita, e Andrea, l’ex fidanzato, scorrazza per il mondo in solitudine facendo un lavoro facilmente invidiabile.

    Lei, la protagonista dall’animo nomade del film, è “l’ospite a sorpresa” negli hotel della catena alberghiera di lusso “Leading Hotels of the World” in giro per il mondo. Irene è l’ospite, probabilmente, meno desiderato di ogni albergatore, quello che, taccuino alla mano, rileva ogni minimo difetto, appunta ogni imperfezione, stila giudizi e valutazioni e riferisce a chi di dovere.

    Una professione singolare per una protagonista altrettanto singolare, che nel corso del film farà i conti con la sua vita, con le persone che ne fanno parte, con i suoi ideali, veri o presunti, di libertà assoluta, con le sue scelte, a cavallo tra passato e futuro. E chissà che qualcosa o qualcuno farà vacillare questa “eroina” dell’indipendenza al femminile? Per scoprirlo, meglio scegliere una sala cinematografica, mettersi comodi in poltrona e godersi la magia del cinema.

    Dolcetto o scherzetto?