Cosa andare a vedere al cinema: Il Grande Gatsby [FOTO]

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    Cosa andare a vedere al cinema in questo periodo? Non ci sono troppi dubbi. Annunciato in grande stile, come un kolossal hollywoodiano pretende: è arrivato nelle sale da pochi giorni il film firmato da Baz Luhrmann e interpretato da Leonardo Di Caprio, Il Grande Gatsby. Un miliardario dalla dubbia fortuna, un classico per quell’epoca, gli anni ’20 americani che sono a cavallo tra la spinta eccessiva verso sperperi e fasti ostentati e l’orlo della crisi finanziaria. Un film controverso, accolto tiepidamente da giornalisti e critici presenti sulla Croisette, al Festival di Cannes, ma che, secondo noi, merita una serata al cinema.

    Il libro, la storia, i precedenti

    Il genio creativo è quello di Francis Scott Fitzgerald, la penna che ha dato vita al personaggio di Gatsby, dandogli una cornice fatta di eccessi, lustrini e lusso sfrenato, per nasconderne le vere emozioni o, meglio, celarle fino al momento giusto. Il romanzo, che racconta il lato più oscuro del grande sogno americano degli anni ’20, tra proibizionismo, dubbia moralità e ricerca del potere, in realtà non è nuovo alle rivisitazioni da grande schermo.

    La prima è stata una pellicola del cinema muto, seguita da un’altra negli anni ’40, ma il vero precedente è quello che rese famoso Robert Redford. Era il 1974 quando Redford dava il volto al milionario a stelle e strisce innamorato di Daisy: una versione decisamente meno brillante rispetto a quella attuale, più “imbalsamata” e meno vivida.

    I ruggenti anni ‘20

    Erano proprio così, ruggenti, gli anni ’20 a stelle e strisce. E così, ruggenti, li racconta Luhrmann con una dose extra di luccichii. Ruggenti, ma anche struggenti: il ritratto della società di quell’epoca è velato da ombre difficili da ignorare.

    Al centro della scena c’è il narratore, colui che racconta il film come una storia, tra allucinazioni e realtà, Nick Carraway, aspirante scrittore che nella primavera del 1922 lascia il Midwest per cercare fortuna nel dorato mondo di Wall Street, a New York. Il caso vuole che la sua modesta casupola sia all’ombra della gigantesca magione di uno dei personaggi più famosi e sospettati dell’epoca, Jay Gatsby, milionario dal passato avvolto nel mistero e dal futuro incerto, ma dal presente all’insegna degli eccessi. Attirato dalle sue celebri feste, Carraway diventa silenzioso amico di Gastby, e più o meno consapevolmente suo complice. Complice di un intrigo amoroso con Daisy Buchanan, cugina di Nick e amore di gioventù, mai scemato, di Gatsby.

    Voto alto, anzi altissimo a Leonardo Di Caprio, che interpreta e restituisce allo spettatore con intensità unica ogni sfumatura del carattere di Gatsby. Una menzione speciale la meritano i costumi, impeccabili: gli outfit femminili sono il sapiente risultato di una ricerca tra gli archivi degli abiti più affascinanti disegnati da Miuccia Prada, per Prada e Miu Miu negli ultimi vent’anni.

    Un film da vedere, anche per chi ha amato con passione ogni parola del romanzo di Fitzgerald, per chi ne ha colto, tra le righe, i doppi sensi e gli insegnamenti. Un pizzico di eccessi di troppo, forse, ma, in fondo, come ha detto lo stesso regista “anche Fitzgerald quando uscì il libro fu definito un clown”.