Come nutrire un gattino appena nato

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    Come nutrire un gattino appena nato

    Come nutrire un gattino appena nato? Può capitare di trovare animali abbandonati e di doversene prendere cura: che siano cani, gatti o altri esseri viventi, è un dovere di tutti soccorrere chi si trova in difficoltà e salvare delle vite. Purtroppo, però, nonostante queste regole dovrebbero essere dettate dal buonsenso e da un po’ di umanità, sono ancora tantissimi – troppi! – i casi di animali maltrattati, abbandonati, torturati o uccisi. Se avete trovato un gattino abbandonato, come fare, quindi? È, certamente, di fondamentale importanza sapere cosa fare e come nutrirlo, in special modo se è ancora troppo piccolo per essere stato svezzato e ha solo qualche ora o pochi giorni di vita. Ecco alcuni utili consigli per nutrire un gattino appena nato.

    Cosa fare

    Quando i cuccioli sono così piccoli, hanno bisogno di essere riscaldati tramite il contatto con la mamma e i fratellini, oltre che di essere puliti, stimolati a fare i bisogni, protetti e nutriti, adeguatamente: ovviamente, tutto ciò viene a mancare quando un gattino di meno di 2 mesi resta orfano, per cui è necessario intraprendere una vera corsa contro il tempo. Come accudirli? Dopo essere stati dal veterinario – come vedremo più avanti – correte a casa e assicuratevi di non far mancare nulla al piccolo: serviranno, infatti, una cesta, latte artificiale per gattini, biberon per gattini, coperte, asciugamani, borsa dell’acqua calda, termoforo elettrico e una bilancia da cucina. Prima di tutto, armatevi di tempo e pazienza e tenete bene a mente che state facendo la cosa giusta e state cercando di salvare una vita che, senza di voi, sarebbe perduta. Cercate un punto della casa in cui riporre e poter vigilare costantemente la cesta, che sia anche al riparo dal freddo e dai rumori; al suo interno, poi, riponete la borsa calda o il termoforo – che andrà lasciato alla temperatura minima per garantire il giusto calore – e una coperta morbida e calda sulla quale poggiare il gattino il quale, a sua volta, andrà avvolto in un asciugamano o un vecchio maglione. Il termoforo è da preferire, perché non sempre la borsa calda mantiene la corretta temperatura; inoltre, il calore è importantissimo, perché la temperatura del corpo tende ad abbassarsi e il piccolo potrebbe morire.

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    Come allattare

    Per quanto riguarda l’alimentazione e l’allattamento artificiale, i gattini vanno invogliati a mangiare, cercando di ricreare le condizioni in cui si trovano in natura: hanno, infatti, bisogno di mangiare molto spesso – il veterinario vi saprà dire l’età indicativa del piccolo e, dunque, il quantitativo esatto di latte da dare – sia durante il giorno che durante la notte. Generalmente, fino a 2 settimane di età, un gattino appena nato ha bisogno di mangiare ogni 2-3 ore – si capisce che ha fame dal fatto che è sveglio, miagola, ondeggia la testa in cerca del capezzolo della mamma e tenta di mordicchiarvi il dito, se accostate quest’ultimo alla sua bocca – ma, successivamente e poco per volta, sarà possibile ridurre l’intervallo tra i pasti di un’ora: un gattino ha, in ogni caso, bisogno esclusivamente di latte fino ai 30 giorni di età ed è dopo questo periodo che potrà essere iniziato, lentamente, lo svezzamento. Come? A quel punto, potrete integrare il latte artificiale in polvere specifico per gattini con un alimento altrettanto specifico, ma seguite i consigli del veterinario e le istruzioni riportate sulle confezioni per il giusto dosaggio e il suo utilizzo; ricordate, inoltre, di non lasciare il latte in frigorifero, ma di prepararne l’esatto quantitativo. Non dimenticate, poi, di sterilizzare – facendolo bollire qualche minuto in un pentolino e facendo un piccolo forellino sulla tettarella con un ago sterile – il biberon per gattini per evitare che il piccolo venga, inutilmente, esposto al rischio di malattie. Per dargli da mangiare, avvolgetelo in un asciugamano e cercate di fargli assumere la sua posizione naturale da allattamento, ovvero a pancia in giù e con la testa leggermente sollevata: non mettetelo mai a testa in su, perché il latte potrebbe andargli di traverso. Una volta terminato il pasto, mettetelo in verticale sulla spalla per fargli fare il classico ruttino, proprio come un bambino. Dopo aver mangiato, il gattino dovrà fare i bisogni: generalmente, i primi giorni di vita, i piccoli non riescono ad agire da soli, quindi stimolatelo – come farebbe mamma gatta – con un batuffolo di cotone inumidito con acqua tiepida massaggiando, delicatamente, la parte sotto la coda per fargli fare la pipì, ma chiedete consigli più dettagliati in merito al veterinario, anche per quanto riguarda la defecazione. Una bilancia vi servirà, invece, per monitorare la crescita del gattino ogni giorno: se ben nutrito, dovrebbe prendere circa 10 grammi al giorno.

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    Andare dal veterinario

    L’aspettativa di vita per gattini abbandonati così piccoli, soprattutto se esposti a fame e freddo, è davvero bassa: siete, quindi, voi la loro unica speranza. Il consiglio più importante è, in ogni caso, quello di recarvi – il più presto possibile – presso un veterinario: in special modo se non avete abbastanza esperienza in merito perché, essendo una situazione estremamente delicata, necessitate di consigli professionali su come agire correttamente; inoltre, potrebbe essere il caso di visitare il micio o tenerlo sotto osservazione. Non affidatevi a consigli di gente che potrebbe essere inesperta, perché il tempo è prezioso e potrebbe essere compromessa la salute del piccolo. Infine, ricordate che un gattino appena nato va vigilato e nutrito giorno e notte per cui, se pensate di non essere in grado di affrontare un simile impegno, contattate l’associazione più vicina o i volontari in zona.

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