Come coltivare le castagne

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    Come coltivare le castagne

    Come coltivare le castagne? Siamo in autunno e la voglia di frutta secca aumenta. Perché, dunque, non produrre autonomamente le castagne e dedicarsi alla loro coltivazione? Così facendo, avremo sempre a disposizione dei preziosi alleati per la salute dell’organismo, anche perché saranno biologiche e prive di prodotti chimici dannosi generalmente utilizzati. Come piantare il castagno, ovvero la pianta – il cui nome scientifico è Castanea Sativa – che produce questi ghiotti frutti autunnali? Il castagno è un albero appartenente alla famiglia delle Fagaceae ed è possibile coltivarlo in casa, che sia in vaso in balcone o in orto in giardino. Ecco alcuni utili consigli in merito alla coltivazione delle castagne.

    Coltivazione delle castagne: il terreno, il periodo, l’esposizione, la semina e la messa a dimora

    Prima di tutto, è importante che il terreno sia acido, pianeggiante e che abbia una buona permeabilità – in modo tale da evitare dannosi ristagni di acqua – ma la pianta potrà essere scelta in base alle sue condizioni: è consigliabile chiedere aiuto al proprio vivaista di fiducia, che saprà indicarvi la varietà più adatta alle vostre esigenze. Il periodo migliore per piantare il castagno è quello autunnale, prima dell’inizio del freddo: questa pianta ama, infatti, gli ambienti umidi, che abbiano delle temperature miti e l’esposizione totale al sole; sebbene tolleri anche un clima più rigido. Per quanto riguarda la semina, questa avviene – per l’appunto – attraverso i semi – che possono essere reperiti sia nei boschi che in vendita – oppure, con la messa a dimora dell’albero in vaso acquistato precedentemente: se avete deciso di seminare, dovrete scavare una buca di 30-40 centimetri di profondità, all’interno della quale dovrete riporre i semi a distanza di 10-15 centimetri gli uni dagli altri; oppure, dove potrete posizionare la pianta di castagno, mettendo un paletto di legno come tutore alla pianta.

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    Coltivazione delle castagne: l’annaffiatura, la concimazione, la potatura, la manutenzione e il raccolto

    Una volta fatto ciò, annaffiate la buca con un bel po’ di acqua; coprite con della terra e comprimetela, in modo da compattarla bene: per quanto riguarda l’annaffiatura, non dimenticate di innaffiare ad intervalli di 20 giorni nel periodo di caldo e di interrompere quando inizieranno le piogge. Da non dimenticare l’importanza della concimazione, che andrà effettuata periodicamente e che dovrà essere a base di potassio e fosforo. Sarà, inoltre, necessario effettuare la potatura, eliminando i rami vicini al suolo e le erbacce. Della manutenzione dovranno, poi, fare parte anche i trattamenti contro parassiti e malattie. Infine, il raccolto avverrà in autunno, quando i ricci maturi cadranno dalla pianta sul suolo e potranno essere raccolti.

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