Arredamento: un tavolo trasformabile

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    Sarà capitato a chi vive da solo e capiterà a chi dovrà andare a vivere in futuro in una nuova casa, di dover scegliere con grande accuratezza il mobilio per arredare i locali di ogni stanza. Si dovrebbe decidere di arredarlo sì in base ai propri gusti, ma soprattutto facendo attenzione di scegliere mobili trasformabili. Particolarmente per chi decide di abitare inizialmente in affitto, dovrà preventivare sicuramente l’acquisto in base a questo fattore, visto che della futura casa, non se ne conoscono ancora le dimensioni né le proporzioni corrette ed è impossibile prevederne un arredo su misura.

    E’ importante anche scegliere in proiezione all’adattabilità in altre stanze, non si sa mai. Un altro fattore da considerare è sicuramente il prezzo, soprattutto per le giovani coppie. Anche la crisi economica attribuisce maggiore peso a questo fattore, ma si sconsiglia di acquistare prodotti che costano molto poco senza dare importanza alla qualità del prodotto.

    Uno dei mobili più importanti della casa è sicuramente il tavolo che in molti utilizzano sia come arredo, sia come tavolo da cucina. A volte può diventare ingombrante e rubare tanto spazio, ma la sua presenza è fondamentale. Molte case produttrici mettono sul mercato prodotti studiati e creati su misura per questo tipo di esigenza. E’ il caso dell’Ikea, di Calligaris o anche della ditta Riflessi. Quest’ultima appunto ha dato vita alla consolle P300, un tavolo dalle linee semplici ma allo stesso modo accattivanti. Come potete vedere dalle immagini, si può utilizzare come tavolino poco ingombrante, sia come tavolo per due o quattro persone, ma anche per una tavolata di dieci persone. La sua apertura massima prevede la lunghezza di 300cm x 130cm, con altezza di 75cm. E’ regolabile però anche nelle seguenti misure: 100, 150, 200, 250 x 130cm di larghezza standard.

    Con questo tavolo, ad esempio, possiamo non farci problemi se in futuro vorremo cambiare casa perché potremo adattarlo a qualsiasi tipo di ambiente ed esigenza.

    Dolcetto o scherzetto?