2014, l’anno della lettura femminile

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    joanna walsh readwomen2014

    Il 2014 dovrebbe essere l’anno della lettura femminile, almeno secondo la campagna lanciata dal quotidiano The Guardian e dalla scrittrice/illustratice Joanna Walsh. Il tutto parte da una provocazione, ma anche da dati e numeri veri. Se è vero che le donne leggono più libri degli uomini, perché le scrittrici sono meno lette degli scrittori, perché le scrittrici sono discriminate, sugli scaffali delle librerie così come nelle riviste letterarie, rispetto ai colleghi maschi?

    Il Guardian e la scrittrice/illustratice Joanna Walsh hanno lanciato la campagna mediatica, ma non solo, “Dichiaramo il 2014 l’anno della lettura al femminile” (Year of reading women). A scanso di equivoci, l’intento non è promuovere la lettura come ottima abitudine anche tra il genere femminile, ma invitare uomini e donne ad avvicinarsi più volentieri ai libri che hanno una firma femminile. La Walsh ha cominciato a utilizzare l’hashtag #readwomen2014 dopo aver creato e inviato ad amici, parenti e conoscenti segnalibri con una lista di scrittrici da leggere nel 2014.

    Non si tratta di bandire gli scrittori maschi, di invitare chi aderisce all’iniziativa ad acquistare e leggere solo scrittrici, anzi. Lo scopo dichiarato è di far riflettere i lettori, di aiutarli a riconsiderare, anche da una prospettiva inedita, di genere, le proprie preferenze e abitudini letterarie, invogliandoli a includere, se non ci fossero già, anche alcune valide penne al femminile.

    Chi l’ha detto che le autrici in rosa sono solo quelle che scrivono romanzetti rosa o libri per signore alla Cinquanta sfumature di grigio? Basta dare un’occhiata agli scaffali delle librerie, sfoggiando uno sguardo più critico e indagatorio, per vedere che vicino ad Andrea Camilleri si può trovare, per esempio, una quotatissima scrittrice di romanzi gialli spagnola come Alicia Gimenez-Bartlett. Nuove leve della letteratura, gialla e non solo, ma anche grandi scrittrici del passato, autori di classici della letteratura di sempre, come Jane Austen o Emily Bronte, Simone de Beauvoir o Mary Shelley per citarne solo alcune, che non hanno nulla da invidiare ai colleghi maschi.

    La campagna del giornale britannico e della scrittrice nascono anche in risposta ad alcune circostanze e ad alcuni numeri. Innanzitutto i dati raccolti dalla Vida, l’associazione americana per le donne in letteratura, che evidenziano le differenze di trattamento nei confronti di scrittori e scrittrici, ma anche i numeri relativi alla presenza delle donne nelle redazioni dei giornali letterari, in netta inferiorità rispetto agli autori maschi.

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